giovedì 26 maggio 2011
TERZA TAPPA: Da Monticello, UT a Grand Junction, CO
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Si parte da Monticello, UT la mattina presto, dirigendosi verso nor seguendo la 191 e, dopo circa 2 ore di strada, ed aver percorso la Utah 313 oltre che dopo aver attraversaro la cittadina di Moab, si raggiunge "Island in the Sky", famoso panorama del non molto conosciuto Canyonlands National Park.
Da Islands in the Sky partono numerosi brevi hike che consentono di arrivare agli overlook più belli del parco, noi percorreremo quello che porta al Mesa Arch, un enorme arco di pietra dal quale si può godere una vista mozzafiato.
Terminata la visita a Canyonlands si ripercorre la Utah 313 fino all'incrocio con la strada che che ci porterà nel cuore dell'altro parco nazionale della zona: l'Arches National Park.
Arches è un parco molto famoso e frequentato, grazie ai suoi bellissimi archi in pietra, vera meraviglia della natura. Parcheggiata l'auto ai diversi visitor center potremo percorrere diversi corti hikes che portano agli archi più famosi del parco fra cui la Balanced Rock (20 minuti circa di hike dalla Balanced Rock parking area), il Landscape Arch (circa 40 minuti dalla Devils Garden parking are), il Sand Dune Arch (circa 20 minuti dalla Sand Dune parking area) ed infine il più famoso di tutti, Delicate Arch (anche questo hike prenderà circa 20 minuti dalla parking area dedicata).
Terminata la visita all'Arches National Park ci si dirige verso sud dove si inbocca la Utah 128, bellissima strada panoramica che, in poco meno di un'ora di percorso ci porterà alla cittadina di Cisco; ma numerose "pause fotografia" , fra cui una obbligata all'incrocio con la Fisher Towers Road, che se si riesce proveremo a percorrere, saranno sicuramente inevitabili.
Cisco non è propriamente una "cittadina", o meglio: lo era. Ora è un paese fantasma che conserva però ancora molte delle strutture originali, che si possono ammirare da vicino.
Da Cisco si prosegue verso est, passando prima il confine con il Colorado dove ci si ferma per una foto del cartello di "benvenuti" nel "colourful Colorado", così come è soprannominato lo stato.
A seconda dell'orario in cui arriveremo nella zona di Fruita, potremo o meno decidere di allungare leggermente la strada in direzione Grand Junction per visitare il Colorado National Monument, che sarebbe bellissimo soprattutto al tramonto.
Una volta raggiunta Grand Junction, cittadina di notevoli dimensioni e capitale delle West Rockies del Colorado, ci si ferma per la cena e quindi per la notte.
Fine della Terza Tappa
Miglia Percorse: 260 o 278 (col Colorado Monument)
SECONDA TAPPA: Da Holbrook, AZ a Monticello, UT
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Per vedere bene il tragitto, che non appare, spostarsi col mouse verso destra
Passata la nottata ad Holbrook, si parte presto la mattina si prosegue sulla Interstate 40 dove, prima di raggiungere la cittadina di Gallup, si raggiunge e ci si ferma per una foto al confine con lo Stato del New Mexico, quarto stato toccato in questo inizio di viaggio.
Gallup è una città abbastanza importante, situata al crocevia fra due importanti autostrade americane, ed è proprio qui che lasceremo la Interstate 40 per dirigerci verso nord sulla 491. Quest'area del New Mexico non offre speciali attrattive, è un'area pressochè desertica a parte qualche paesino sparso qua e là a molte miglia di distanza l'uno dall'altro dove, di tanto in tanto, ci si può fermare per qualche foto, nel caso si vedano begli edifici, cartelli od altro.
In non molto tempo raggiungiamo la prima "vera" tappa di questa nostra seconda giornata "on the road": il famoso "Four Corners National Monument", gestito dalle tribù indiane del luogo dove, pagando un biglietto d'ingresso, è possibile stare in piedi nell'unico punto esatto dove, negli Stati Uniti, si incontrano quattro stati. Dopo essere stati qui difatti si potrà dire di essere stati, con una mano piuttosto che con un piede, contemporaneamente in Arizona, New Mexico, Utah e Colorado.
Proseguiamo ancora rientrando in Arizona fino a raggiungere, dopo aver attraversato un bel pezzo della "Navajo Nation", e soprattutto dopo aver attraversato il confine con lo Utah, dove una foto è d'obbligo, la cittadina di Mexican Hat. Questo paesotto prende il nome da una roccia poco distante, appunto a forma di "cappello messicano". Ma il vero spettacolo, più che questa seppur bellissima roccia, è quello che si erge dietro a Mexican Hat: la famosissima Monument Valley. Visita d'obbligo.
Visitata per bene la Monument Valley, si ritorna in direzione Mexican Hat dove si inizierà un breve "sidetrip" per poi raggiungera la nostra meta finale: Monticello. Il side trip in questione ci porterà su una strada poco battuta, a tratti anche sterrata, che però conduce ad alcuni dei punti più suggestivi del deserto americano; primo fra tutti il Gooseneck State Park.
E quindi, a poca distanza, dopo aver percorso una impegnativa strada in salita sterrata con curve molto strette e poco adatta a chi soffre di "vertigini", conosciuta come Mug Dugway, si raggiunge il poco conosciuto ma affascinante Muley Point.
Ed ecco che infine, dopo aver fatto un "on the road" di più di 8 ore raggiungeremo la piccola cittadina di Monticello, dove potremo finalmente riposarci.
Fine della Seconda Tappa
Miglia Percorse: 452
PRIMA TAPPA: Da Las Vegas, NV a Holbrook, AZ
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Dopo aver passato la notte a Las Vegas, ci si reca in aeroporto molto presto per ritirare l'auto a noleggio che ci accompagnerà nel nostro viaggio.
Una volta ritirata, si lascia Las Vegas dirigendosi verso sud e, dopo circa 80 miglia, e non prima di aver attraversaro delle piccole quanto caratteristiche cittadine nel deserto del Nevada come Searchlight, paese natale del leader democratico al Senato Harry Reid, e Cal-Nev-Ari, cittadina situata vicina ai tre confini, e dai quali prende il nome, si raggiunge il confine con la California, dove ci si ferma per una fotografia.
Si prosegue sempre verso sud nel mezzo dell'implacabile deserto americano e dopo circa altre 30 miglia si raggiunge la prima cittadina di una certa importanza: Needles, California. La città offre poco di significato, giusto un bellissimo cartello d'ingresso che si può fotografare.
Si passa il confine fra California ed Arizona e si entra nel "Grand Canyon State". Da qui inizia una strada non nelle migliori condizioni di conservazione, ma di grande storia e tradizione: la famosa Route 66, che percorreremo fino all'arrivo nella caratteristica cittadina di Oatman, famosa per le sue attrazioni offerte ai turisti oltre che per i "begging burros", asinelli che girano per la strada principale di questo vecchio paese, una volta importante centro per coloro che viaggiavano sulla 66 negli anni del suo massimo splendore.
Usciti dal paese, si prosegue sempre sulla 66 che nel tratto che collega Oatman con Kingman presenta dei paesaggi davvero struggenti, a cominciare dal famoso Sitgreaves Pass o dagli scenari "desertici" che circondano la strada stessa. Lungo la strada si effettua una piccola sosta "foto" a Cool Spring dove ancora resiste, restaurato, uno dei vecchi originali "General Stores" della Route 66.
Kingman è forse una piccola "capitale" di quest'area dell'Arizona col suo aeroporto, i suoi negozi e i suoi numerosi musei dedicati alla storia della vecchia 66. In questa cittadina effettuamo la vera e propria "pausa" della tappa di oggi, fermandoci anche per il pranzo.
Per lasciare la città continuiamo ad ignorare la nuova Interstate 40, ovvero la strada veloce che ha decretato la morte della vecchia Route 66 e proseguiamo per l'appunto su questa. Il tratto che collega Kingman a Seligman è bellissimo dal punto di vista paesaggistico e presenta numerosi piccoli paesini, più o meno "fantasma" lungo il percorso. Fra questi Hackberry dove si può ammirare tuttora il vecchio general store, Valentine, Truxton con la sua vecchia stazione di benzina non più funzionante e il celeberrimo Frontier Motel, e ancora Peach Springs, Deer Lodge finchè finalmente non si raggiunge Seligman dove si trova il negozio forse più famoso della Route 66: il Delgadillo's Snow Cap.
Proprio a Seligman ci "buttiamo" sulla nuova Interstate 40, i tratti della Route 66 d'ora in avanti saranno molto "sparsi" e in condizione che non suggeriscono la percorribilità, anzi per dirla tutta la 40 ha proprio sostituito la 66 per gran parte del tragitto d'ora in avanti.
Si attraversa la piccola Ash Fork, dove ancora sorge il vecchio De Soto Saloon; si raggiunge Williams, paese da dove parte la ferrovia che porta al South Rim del Grand Canyon, e anche sede di numerosi vecchi edifici che ricordano la storia che fu; fra questi sicuramente il vecchio deposito ferroviario o la Red Garter Bed&Bakery dove, si mormora, viva tuttora uno spettro.
Si prosegue ancora lungo la Interstate 40/Route 66 attraversando i paesini di Parks e Bellemont fino a raggiungere Flagstaff, altra grande città presente sulla strada. Anche qui si effettua una breve sosta per riposarsi e per visitare questa graziosa cittadina, vera e propria capitale dell'Arizona del Nord.
"Don't Forget Winona" diceva una famosa canzone dei tempi che furono, ed è proprio il paesino "fantasma" di Winona che attraversiamo usciti da Flagstaff, pare che molti si siano dimenticati di questa una volta ridente cittadina.
Lasciata Winona ci si imbatte, dopo poco, in due paesi molto caratteristici: Twin Arrows e Two Guns, mai come in questo caso si può dire "un nome e un programma".
Proseguendo ancora per i piccoli paesi della Route 66 si attraversa Winslow dalla quale, volendo, si può effettuare una piccola "side trip" per andare a vedere il famoso Meteor Crater, uno dei pochi crateri al mondo creati direttamente da un meteorite.
Prima di raggiungere Holbrook, dove passeremo la notte e dove potremo ammirare il famoso Geronimo Trading Post rimane ancora un paesino da visitare: Joseph City, con un altro famoso trading post, quello del Jackrabbit.
Fine della Prima Tappa
Miglia Percorse: 417
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